lunedì 11 maggio 2015

L'età della febbre

È in libreria L'età della febbre.
Ne sono autori Violetta Bellocchio, Emmanuela Carbé, Claudia Durastanti, Manuele Fior, Vincenzo Latronico, Antonella Lattanzi, Rossella Milone, Vanni Santoni, Paolo Sortino, Chiara Valerio, Giuseppe Zucco.
La copertina è di Manuele Fior.
Il libro è edito da minimum fax, numero 68 nella collana nichel diretta da Nicola Lagioia (e s'ispira al numero 14, La qualità dell’aria).
Christian Raimo ed io abbiamo avuto il privilegio di curarlo; in un senso più vero la cura de L'età della febbre è di tutti i "minimi" che hanno lavorato e lavorano per proporlo nel modo migliore.
Buona lettura, se volete.

lunedì 3 novembre 2014

Come ho preso lo scolo di Tiziano Scarpa

Come ho preso lo scolo di Tiziano Scarpa contiene saggi autobiografici intorno a un particolare tipo di esperienze "gli effetti collaterali della scrittura", ed è pubblicato dal "piccolo editore militante Effigie", in una collana curata da Il Primo Amore, la rivista fondata da Scarpa, Antonio Moresco e altri autori nel 2006.
Alcuni aneddoti raccontati nel libro daranno una prima indicazione delle esperienze: lo scrittore riceve la telefonata di una giornalista che gli chiede di raccontare una malattia (l'eponimo "Come ho preso lo scolo") e l'invito a recitare una particina nel film del grande regista ("Nel deserto con Monicelli"). Lo scrittore, illustre e dal nome piuttosto comune, incontra dopo una presentazione un padre che gli parla di Tiziano Scarpa, il figlio morto giovane, e in altra occasione non riesce a convincere un'anziana studiosa che il parimenti cognominato e illustre architetto Carlo Scarpa non è suo padre: la "vecchia rimbambita" preferisce mettere in dubbio la virtù della vera madre e insistere sul "pater semper incertus, eh eh" ("Disavventure del mio nome"). All'autore di Stabat Mater, "romanzo intimistico, ambientato tre secoli fa", capita pure di ritrovarsi al fianco di un comitato che si batte affinché "le leggi sui figli abbandonati alla nascita siano cambiate, allineandole a altre legislazioni europee" ("La realtà e le leggi").

giovedì 29 maggio 2014

"comprate il mio libro e sputatemi addosso"

Guccini nell'Avvelenata canta "vendere o no non passa tra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso"; nella canzone successiva ed eponima dell'album, Via Paolo Fabbri, 43, rilancia con "pensa se le canzonette me le recensisse Roland Barthes!" Quasi quarant'anni dopo l'autoironia, ovvero il pendolo tra autodenigrazione e autoindulgenza, potrà, in ossequio giudizioso alla tradizione, imporsi ancora per il modesto scrivente, che non ha neppure bisogno di sconsigliare al pubblico l'acquisto del suo libro e non ha nemmeno speranza di farselo recensire da Barthes (eccola al lavoro).
Come finisce il libro esce oggi per minimum fax, su carta (207 pagine, prezzo di copertina 10€) e in ebook (5.99€). M'impegno a non rompere l'anima sui social con la pubblicità, ma se qui o su Facebook e Twitter vorrete darmi il vostro parere ne sarò felicissimo.
Su minima & moralia potete leggere due interventi su temi vicini a Come finisce il libro: Dove finisce Masterpiece: stampato in centomila copie* (*tra carta e digitale) e Dati sulla lettura. Un terzo e pure un estratto arriveranno nelle prossime settimaneSul sito dell'editore trovate, naturalmente, la scheda.
Il 4 giugno alle 19.30 ci sarà una presentazione a Roma da Giufà (via degli Aurunci, 38) con Chiara Valerio e Giorgio Vasta.
Devo infine aggiungere che il libro ha una bellissima copertina acquamarina e anche per questo è pronto a invadere le spiagge italiane (il jumpinshark imparentesato è buonissimo, senza denti e autoironico, in ossequio giudizioso alla tradizione e allo sfinimento).


giovedì 28 novembre 2013

Il Premio Scerbanenco, la voce dei lettori e la matematica di base

In questi giorni trovano ampia circolazione in rete una lettera aperta di Raul Montanari "agli organizzatori del Premio Scerbanenco, nell’ambito del Festival Noir di Courmayeur" e le successive repliche e controrepliche dell'organizzazione del premio e dello scrittore (riprodotte in una nota Facebook di quest'ultimo). Montanari lamenta con grande forza la bassa considerazione del giudizio popolare nella selezione della cinquina dei finalisti allo Scerbanenco e pure la "procedura macchinosa, grottesca, mortificante" di voto che prevede persino l'indicazione degli estremi della carta d’identità.
La pagina ufficiale del premio spiega la composizione del voto, "ponderato" tra giudizio popolare e di esperti, e ne difende la validità:

martedì 5 novembre 2013

Dizionario di giornalismo e new media

Blogger
- secondo Franceso Merlo: parassita cupo che traffica con le parole. Si riconosce perché somiglia agli altri "blogher cupi" come lui.
- secondo BNL: giovane disoccupato con connessione Internet ansioso di ottenere un prestito, solitamente per comprarsi l'Harley, ma anche per vitto e alloggio. Non è cupo, nonostante la barba. Ha idee sul futuro ancora adolescenziali, e paradossalmente già fuori tempo massimo: a vent'anni o sei già motociclista o non lo sarai più.
[Nel colloquio per la concessione del prestito ti consiglio di rispondere a ogni domanda volta a certificare la tua affidabilità finanziaria con il perentorio "sono un blogger, non sono paziente, sarò un motociclista".]

martedì 29 ottobre 2013

Il giornalismo digitale e il Manifesto reloaded

Il 31 Ottobre 2013 si chiude la "campagna di autofinanziamento per il nuovo manifesto digitale" (Il Manifesto reloaded).
***
La maggior parte dei quotidiani in edicola il 20 Ottobre era allineata in una descrizione del #19O come inquietante prova di becera violenza: tra la "guerriglia" di Repubblica (e Avvenire e Messaggero) e il "Marci su Roma" di Libero non vi era quasi differenza (vedi le prime pagine qui). Il Manifesto descriveva la manifestazione in modo molto diverso, come si comprende già dalla prima pagina riprodotta sotto e dal pezzo di Roberto Ciccarelli ripubblicato su milanox.

Qualche giorno dopo Giovanni De Mauro commenta amaramente per Internazionale:

lunedì 26 agosto 2013

NLTK, romanzo ed ebook (1)

Premessa: Questa serie di post, che con termine pessimo definiremo "smanettona", contiene piccoli esperimenti e divertimenti con NLTK, piattaforma per la linguistica computazionale del linguaggio di programmazione Python, e il testo digitale di vari romanzi. Non sono esperto di natural language processing applicato alla letteratura e avverto che questo post conterrà, molto probabilmente, errori e ingenuità. Ho deciso di pubblicarlo perché: 1) mi pare comunque utile presentare uno strumento potente come NLTK, con esempi semplici; 2) descrivo vari fenomeni non secondari riguardanti i testi digitali; 3) sebbene prove e risultati vadano presi solo come primo carotaggio, credo che gli appassionati di letteratura troveranno alcuni spunti interessanti. [Perdonate la formattazione del post, Blogger è un po' riottoso.]

Software utilizzato
Python 2.7 con NLTK 2.0 e quindi con NumPy, PyYAML, matplotlib. Istruzioni e link per l'installazione (Linux\Mac e Windows): Installing NLTK.
Calibre, per la conversione in formato testuale degli ebook e altre operazioni. Utilizzeremo pure un plugin non ufficiale per rimuovere i DRM (dati alcuni prerequisiti). L'operazione viola la licenza d'uso degli ebook da voi acquistati con DRM (la frase, e la cosa, suona strana; si ricordi che quando, ad es., "comprate un ebook" per il Kindle non comprate propriamente un ebook ma ottenete una licenza d'uso per leggere un dato testo su piattaforma e applicazioni Kindle).
Un editor di testi avanzato può essere utile in molti contesti qui sotto trattati, su Windows uso Notepad++.

martedì 23 luglio 2013

Cardano al Campo 29 Giugno (Per Laura Prati)

Conosco Laura Prati, la sindaca di Cardano al Campo, nel pomeriggio di sabato 29 Giugno. La mattina di martedì 2 Luglio Giuseppe Pegoraro, ex comandante della polizia municipale, spara a lei e al vicesindaco Costantino Iametti. Michele Serra scriveva il 6 Luglio:
È passato come un comune fattaccio di cronaca nera (una “vendetta personale”) il raid dell’ex vigile della provincia di Varese che ha sparato al sindaco del Pd e al vicesindaco ed è entrato in armi nella sede della Cgil. Odiava “comunisti e musulmani”, ha lasciato appunti carichi d’odio e minacce contro le “toghe rosse” e Ilda Boccassini. Era, insomma, un paranoico di estrema destra, aveva in casa un arsenale di armi da fuoco e da taglio, abitava e ha agito in una zona d’Italia particolarmente prodiga di tracce fasciste e naziste [...].
Uno che spara a un sindaco di sinistra e vuole eliminare “musulmani, comunisti e giudici comunisti” non è semplicemente un criminale. È un criminale che agisce con un movente politico. Un piccolo Breivik di insuccesso. Perché giriamo la faccia dall’altra parte?
Dobbiamo, purtroppo, correggere con un empio "successo" l'ultima riga della citazione. Ieri sera il tg annunciava la morte di Laura Prati, quando ormai mi ero convinto che la sindaca, pur gravemente ferita, non fosse più in pericolo di vita (come non lo è Iametti). Invece "dopo un breve miglioramento, pochi giorni fa le sue condizioni erano peggiorate di nuovo"; il servizio su La7 diceva che era pure riuscita a rileggere un libro, Il buio oltre la siepe, ma Repubblica spiega che: