Più seriamente va considerato che il mestiere di titolista è cambiato molto con Internet, oggi la home di un quotidiano web spara in continuazione titoli eccessivi per ottenere anche solo un clic in più su ogni singolo articolo, che significa un risultato economico subito misurabile, per ottenere quaranta secondi in più per ogni singola visita, che significa un risultato subito vendibile quando si fa raccolta pubblicitaria ("i miei lettori guardano ben 5 pagine alla volta, e stanno per 4 minuti e 20 secondi sul sito"). Un buon titolista non è quindi troppo differente da un esperto di SEO occupato nel creare AdWords accattivanti: un clic, un soldino. Ogni titolo è importante e contribuisce immediatamente alla fortuna economica del giornale; ogni titolo ha quindi il "dovere" di bilanciare informazione e link bait. Perché il mondo è una digitale giungla, e se non lo fai tu lo farà di certo il tuo concorrente...
Oggi voglio rendere omaggio a un titolista che ha dato tutto, pur sicuramente consapevole sin dal principio di come la notizia fosse in realtà una bufala. E questo è grande professionismo e questo è grande cuore! Davvero non sto ironizzando o preparandomi il terreno per una botta polemica. Il virtuoso del lancio ha creato tre righe divertenti viralizzate per un'oretta sui social come innocua barzelletta. Si dovrebbero anzi censurare testate come Linkiesta, subito lì pronta a fare la prima della classe e a rovinare il gioco adulto e consapevole sulla fregnaccia con impeccabile articolessa Fedeli drogati da ostie all’Lsd (ma è una bufala). E il titolo è pure molto moscio, ed è perfettamente evidente che a Linkiesta si vergognano di aver rovinato la festa (ma anche loro sono stati costretti dalla legge della giungla, la notizia era ormai su tutti i social e quindi esisteva un premio di clic per chi, tra i primi, la smontava):
"Peccato, perché era una storia bellissima. Meglio di un film: c’erano fedeli che vedevano apparire i propri santi preferiti, altri che, in preda a crisi mistiche, correvano ad abbracciare il crocefisso. Con, in più, il gustoso particolare delle due vecchiette armate di borsa, che inseguendo il parroco, il fantomatico don Achille, gridavano «Lei è il demonio»."Ogni gloria va invece al titolista del Mattino, che ha prodotto l'ora non più disponibile: "Ostie impastate con farina allucinogena Vecchiette sballate vedono i santi e inseguono il prete «Sei il demonio»",
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| Titolo ora purtroppo non più disponibile del Mattino |
Spiace dire che, beffa alla beffa, ora l'articolo orbo di tanto titolo riporta pure nel testo la smentita con cazziatone della diocesi; e appunto la dichiarazione "Bisogna rispettare il sacro in quanto tale e questo vale anche a [per] chi non crede" avrà fatto fischiare le orecchie se non allo sbrigliato titolista, almeno al caposervizio...
A me non pare vi sia una vera mancanza di rispetto nei confronti della religione, che è appunto cosa più seria, mentre è vera mancanza di rispetto per il dolore altrui il titolo del Fatto Quotidiano "Sono tornate le Bestie di Satana? Suicida la madre di Doriano Molla". Dove la mia indignazione non è ipocrita (almeno spero) e dove il demonio non è più, purtroppo, la macchietta della notizia precedente, o la "passione culturale di gente strana ma innocua". I fatti: Flaviana Cassetta si è impiccata ieri. Era la madre di Doriano Molla, trovato impiccato a un albero nel 2000. Nell'Ottobre 2011 il gip di Busto Arsizio non aveva considerato fondati i sospetti della madre, che nella morte del figlio vedeva un coinvolgimento delle criminali Bestie di Satana, e aveva archiviato il caso come un suicidio.
L'estensore anonimo dell'articolo termina il pezzo con "Indirettamente le Bestie di Satana forse hanno colpito ancora", dove l'indirettamente raddoppiato dal forse mostra la vergogna (almeno così spero) del dovere ricorrere a una tale misura per la chiusa a effetto. Perché, ovviamente, le Bestie di Satana potrebbero c'entrare in quanto questa madre per dodici anni ha creduto che suo figlio fosse morto a causa loro e una volta vista negata questa sua convinzione dal gip ha forse tragicamente perso contatto con la vita. E, ovviamente, le Bestie di Satana non c'entrano perché non ci sono più (a meno che al FQ non dispongano di altre informazioni...) e quindi non hanno potuto tormentare la donna con istigazioni al suicidio o altre simili crudeltà.
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| Dal Fatto Quotidiano |
Rimane quindi solo la bufala del titolo, che non fa ridere per niente, e non rispetta né la verità della cronaca né il sacro di una vita tragicamente spezzata.
Ma appunto un clic, un soldino. E se non lo fai tu, lo fa il tuo concorrente.
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